lunedì 21 febbraio 2011

"Vandali", il libro di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo

Dopo i successi de "la casta" e "la deriva", l'ultima fatica delle ormai note firme del corsera è destinato a squarciare un ulteriore velo raccapricciante sulle italiche nefandezze. Il libro-denuncia, edito da Rizzoli e appena giunto nelle librerie, si occupa questa volta delle bellezze del nostro paese, di un patrimonio artistico e paesaggistico che, declamato ed invidiato a livello mondiale, in italia sembra riuscire "benevolmente" a calamitare solo indifferenza, incuria e, più in generale, una conclamata inadeguatezza culturale a garantire, se non una degna politica della valorizzazione, quanto meno una sufficiente tutela dal degrado. L'attenta osservazione e la consueta analisi puntuale del fenomeno, fanno emergere come non si configuri alcuna meritoria rivendicazione campanilistica; non esiste, cioè, differenza alcuna tra un nord ed un sud, tra "realtà produttive" e "culture assistenziali", tra efficienti apparati amministrativi e lassismo clientelare; il paese, almeno in questo spaccato, può orgogliosamente rivendicare una dichiarata e dolorosa unità, senza alcun supporto ideale e materiale ad istanze federaliste e che, in termini di sperpero finanziario e quotidiana improvvisazione, celebra la sua retorica più alta.
La lettura di questo libro è un pugno allo stomaco, uno schiaffo alla morale di chi ha ancora la temerarietà di credere all'essenza di questo paese, alla sua storia, al suo onore.

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