martedì 16 novembre 2010

Intervista a Simone Perotti, autore di "Uomini senza vento"


Liberrima ha incontrato Simone Perotti, che dopo il successo di "Adesso basta, da qualche settimana è nelle librerie con il suo "Uomini senza vento", un romanzo che parte dai binari di un noir per poi percorrere quelli di un libro ispirato alla voglia di evadere, sia dalla routine sia da se stessi.

Ciao Simone. Leggendo il tuo libro, abbiamo notato come sia denso di argomenti e sfaccettature. Per cui come risponderesti alla classica domanda "Di cosa parla questo libro?"

Questo libro parla di vite, le nostre, quelle vere, di come sia possibile passare dall'ansia di lunghi inutili giorni all'eccitazione della vita e dell'avventura. Possibile, ma non facile.
Il protagonista, Renato, ha bisogno di trovarsi in grossi guai per muoversi, e soprattutto deve incontrare Sara, una donna piena di misteri ma molto più in equilibrio di lui...


Quando hai pensato di scrivere questo libro, volevi mettere in risalto maggiormente l'aspetto del giallo o l'aspetto della tua passione per il mare?

Per me me il giallo, il noir, è solo un genere, uno stile. Le storie invocano un tono stilistico, per essere raccontate, e ogni mio romanzo ne ha uno diverso.
Non credo sarò mai uno scrittore di....
Ogni personaggio, ogni storia, ha bisogno di linguaggi e atmosfere per essere raccontata. Il protagonista di Uomini Senza Vento è il mare, che è la passione del protagonista, ma che viene dimenticato, emarginato, fino a che non si riprende il ruolo di protagonista. In modo drammatico.


Possiamo dire che "Uomini senza vento" sia una sorta di versione romanzata di Adesso Basta?

In un certo senso è più vero il contrario: Adesso Basta è una versione saggistica di Uomini Senza Vento

Sei d'accordo con chi afferma che lavorare rappresenti l'unica possibilità per poter un giorno mollare tutto e cambiare vita?

In qualche modo sì. Ma non per ragioni economiche. Il punto non sarà mai l'accumulo per vivere di rendita (a meno che uno non sia ricco davvero).
Il punto è che occorre viaggiare nella vita, fare esperienza, e poi cambiare. Io non sarei quello che sono oggi se non avessi lavorato. Oggi non potrei più essere quel che sono stato proprio perché l'ho visto, vissuto, compreso.


Quanto il mondo del mare e della vela sono realmente vicini e adattabili a tutti e quanto invece sono ancora una nicchia per pochi eletti?

La vela, la navigazione sono il modo per stare in mare al costo più basso.
Qualunque albergo, qualunque weekend enogastronomico, qualunque cweekend sugli sci costa di più. Dunque esclusivo proprio non direi. E' e resta una nicchia perché è un mondo che va amato, che va compreso, sentito, respirato, e questo molta gente non è interessata a farlo. Gli basta stare in barca e dire che c'è stata.
Basta che la gente in mare ci stia e ci stia con skipper che sanno come si fa, che facciano rispettare il mare.


Conosci i nostri splendidi luoghi di mare del Salento? Ci sei mai stato in barca?

Adoro il Salento, conosco quasi palmo a palmo la costa e i porti tra Otranto e Gallipoli. Sono posti che amo, dove ho amato il mare e la vita di costa. Ci ho navigato poco, in compenso. Sono entrato spesso a Santa Maria di Luca, venendo dalla Grecia.

Qual è il tuo pensiero sui giovani di oggi? Pensi che per come sia oggi il mondo, qualcuno di loro possa ancora permettersi di dire "Basta lascio il lavoro e cambio vita"?

I giovani devono prendere forza e energie. Sono mosci, si arrendono prima di tentare. A nessuno è mai stato regalato niente. Ce la possono fare. Penso che dovremmo compatirli meno e spronarli di più.
Certo, poveracci, arrivano alla vita senza cultura, ignoranti come bestie, non sanno scrivere, non sanno parlare, sono il frutto dei tagli alla scuola e di pessime riforme. Tale ministro tale studente. Però ripeto, coraggio, azione, energia, pedalare, sognare, andare, fare. La vita è piena di chance.


Se potessi coniare un motto ad hoc per invitare a leggere di più, quale sarebbe?

Direi a tutti di fare una prova: leggete una scena di sesso ben scritta.
Se non vi emozionate neanche un istante, siete morti dentro, lasciate perdere.
Se invece vi emozionate, se vi eccitate, state sperimentando la potenza della scrittura. Quell'emozione può diventare milioni di emozioni, su ogni angolo della vita dell'uomo, della vostra vita. Provate...


Grazie per la tua disponibilità.

Libreria Liberrima


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