mercoledì 20 ottobre 2010

Un libro e un bicchiere

La vita di tutti i giorni scorre e corre senza soste, formando un copione che altro non è che la nostra realtà. E quando la realtà si presenta così frenetica, una piccola possibilità che ci resta è quella di rifugiarci nella fantasia sperando che nel primo momento libero a disposizione, questa prenda forma come per magia.
E tra le piccole opere di fantasia che per prime ci vengono in mente, sicuramente la più invitante è l'incontro tra il gusto della cultura e la cultura del gusto.
E' sera, una dura giornata di lavoro alle spalle. Fuori fa freddo e la voglia di uscire è pari a zero.
Cosa c'è di meglio che un divano, un camino acceso, il silenzio, e un buon libro accompagnato magari da un armonioso bicchiere di vino?!

Un libro. "La tredicesima storia" - Diane Setterfield
Margaret Lea è una giovane libraia di Cambridge con la passione per le biografie letterarie e i libri antichi.

Vida Winter è una enigmatica quanto brillante scrittrice ultra ottantenne che conscia di avere pochi mesi di vita, chiede proprio a Margaret di scrivere la sua biografia ufficiale e di trasferirsi nella propria abitazione, avvolta dal silenzio della campagna dello Yorkshire.
Una volta varcata la soglia dell'enorme quanto isolata magione, la biografia diviene l'ultimo pensiero di Margaret, che ascoltando tutti i racconti Vida, non riuscirà a non farsi trascinare nelle oscure vicende della famiglia Winter, il cui passato sembra costellato di fantasmi, di segreti, e di un misterioso racconto che Vida non ha mai voluto pubblicare. Perchè? E perchè una scrittrice di fama mondiale come Vida Winter sceglie una piccola autrice sconosciuta come Margaret per redigere la propria biografia? E poi, perchè finora la Winter ha sempre rilasciato interviste false, nascondendo con forza la vera storia della sua vita?
Un libro avvincente, ipnotico, quei classici libri che non vorresti mai avessero un epilogo, ma che allo stesso tempo vorresti finire di leggere il prima possibile per scoprire proprio come finisce.

Un bicchiere VERETO - Salice Salentino, 2005, Negroamaro Malvasia nera
Il Vereto ha in apparenza un gusto caldo e avvolgente, per poi sfociare in un retrogusto amarognolo ma gradevole, proprio come Vida, in apparenza una semplice scrittrice alla fine dei suoi giorni, ma che in realtà nasconde una vita che di semplice ha ben poco.

Il Vereto, classico vino originario della zona meridionale della Puglia, è un rosso robusto, corposo, perfetto per accompagnare piatti ricchi di sapore, che esprime tutto il calore dei grandi rossi salentini.
La gradazione si aggira intorno al 13%, e il suo profumo è lungo e intenso.
Si degusta bene con ricette particolarmente strutturate (ad esempio Spaghetti alla polpa di ricci) e carni rosse.
Va degustato preferibilmente in calici allungati ad una temperatura di 15-18°C.



Libreria Liberrima

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