martedì 12 ottobre 2010

Mario Vargas Llosa, un autore di denuncia


Il Premio Nobel per la Letteratura 2010, Mario Vargas Llosa è apprezzato e amato per il suo essere vicino alle popolazioni povere cui, attraverso la sua scrittura, dà voce parlando della loro storia e della loro quotidianità.
Nelle sue opere letterarie lo scrittore peruviano ha denunciato il disagio morale della modernità, costruendo affreschi storici, ma non mancano nella sua opera anche temi eretico-sentimentali.
Raccontando le sue storie Llosa sperimenta linguaggi, inventa mondi e mescola culture.
In “Il narratore ambulante” Llosa ci racconta degli Indios dell’Amazzonia. Quest’opera è un racconto di un viaggio vertiginoso tra le inebrianti tradizioni degli indios dell’Amazzonia. Mario Vagai Llosa alterna due voci narranti per raccontarci due risvolti di una storia singolare.
Da una parte un uomo evoca i suoi ricordi di un compagno di gioventù soprannominato Mascarita, un giovane e intelligentissimo ebreo affascinato dalla cultura india e dai suoi segreti.
Dall’altra parte un cantastorie che rappresenta la memoria collettiva di tutte le tradizioni di una sperduta tribù dell’Amazzonia. Il narratore ambulante racconta la sua esistenza, la storia e le leggende del suo popolo: il mito gelosamente custodito della straordinaria zona del Gran Pongo, il Perù sconvolto dalla guerriglia di Sendero Luminoso e dal cinico sfruttamento degli Indios.
L’opera di Llosa è un grande affresco del degrado materiale e della povertà cui sono crudelmente sottoposte le tribù indie, che cercano disperatamente di conservare la propria identità ascoltando antiche leggende e credendo in impossibili fantasticherie. In “Il narratore ambulante” l’invenzione si fonde con la realtà, il fantastico con il concreto, il sogno e la magia con la quotidianità. Llosa ha dichiarato che per scrivere la sua opera è partito da una scena di un film di Kurosawa, una scena in cui la gente accovacciata sui talloni che ascolta un vecchio cantautore di una battaglia leggendaria.

Nel suo nuovo libro “Il sogno del celta”, che uscirà nelle librerie a novembre, racconta gli orrori della colonizzazione belga in Congo. Il libro si ispira a un personaggio storico, Roger David Casement, diplomatico britannico e patriota irlandese, amico di Jospeph Conrad. Casement è stato testimone e si è impegnato contro le atrocità commesse verso gli indigeni nel Congo leopoldino a inizi Novecento e ha documentato lo sfruttamento del caucciù in Africa e America del Sud.
Mario Vargas Llosa narra il presente come figlio del passato, indaga i dolori e custodisce le passioni dell’uomo. Nella sua scrittura ritroviamo la storia, la politica, l'etica in un susseguirsi di emozioni raccontate con uno stile letterario sempre nuovo.

Libreria Liberrima

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