venerdì 15 ottobre 2010

Intervista a Alfredo De Giovanni, autore di "Otto. L'abisso di Castel del Monte"


1. Buon pomeriggio Alfredo e benvenuto nel blog di Liberrima! Domenica presenterà il suo romanzo “Otto. L’abisso di Castel del Monte” nella nostra libreria. Come è nata l’idea di questo libro?
L’idea proviene da un viaggio, un viaggio “consapevole” compiuto oltre 13 anni fa sulla collina che sostiene alla base l’enigmatico castello fatto edificare da Federico II quasi 800 anni fa. Quella visita mi fece scoprire un libro, un saggio di Aldo Tavolaro sulle implicazioni astronomiche a cui sarebbe legata la costruzione di quella fabbrica meravigliosa. Mi si aprì un mondo fino ad allora sconosciuto. Perché ogni visita a Castel del Monte trasforma e si finisce per non essere più come prima. Quel castello apre porte sulla storia, l’arte, la religione, la filosofia, la geologia, l’archeoastronomia, la scienza in generale. In principio il libro doveva essere un saggio sul territorio, sull’ambiente che circonda il castello, sul suo sottosuolo. Poi la scintilla iniziale: e se 4 ragazzi, 4 ricercatori, la notte del 17 luglio 1994 (la notte della finale del Campionato del Mondo di Calcio, Italia-Brasile) decidessero di scalare la cortina ottagonale per compiere investigazioni geofisiche mai provate prima, svelare qualcosa nascosto al suo interno, qualcosa di cui si parla da anni? Ecco l’incipit del romanzo…

2. Che tipo di romanzo è “Otto”? “Otto” è senza dubbio un romanzo di avventura velato da sfumature thriller. Un giallo, ma anche una caccia al “tesoro”, con un sottotesto tutto filosofico. Un romanzo che si avventura nel territorio al confine fra scienza e fede, reale e immaginario, razionalismo ed ermetismo.

3. Qual è l’abisso di Castel del Monte? Ci può svelare qualche particolare?
L’abisso in questo caso non rappresenta solo un luogo fisico, una profondità incommensurabile, bensì tutto ciò che per la mente umana è insondabile e impenetrabile: l’abisso del pensiero, il mistero della nostra coscienza.

4. Chi sono i protagonisti del romanzo?
I protagonisti sono quattro: Paolo Manfrè, un geologo barese con origini venete, l’archeologa salentina Alessandra Bianco, lo psichiatra di fama internazionale Leo Breton, il diplomatico italiano Guido Giordani in servizio presso l’Ambasciata di Francia. In realtà quest’ultimo è il vero personaggio chiave: vittima di una grave fobia per il vuoto, riesce, grazie all’ipnosi regressiva, a far luce sul suo passato intimamente legato alle vicende del romanzo che si svolge in tre soli giorni: Il 17 luglio del 1994, l’11 e il 12 agosto del 1999, a cavallo dell’ultima eclissi del millennio. Per dettagli e curiosità inedite sui personaggi vi consiglio di visitare il sito collegato al romanzo: www.abissocasteldelmonte.it

5. Parliamo di lei. Geologo, musicista, autore. Quale esperienza artistico- professionale l’ha arricchita maggiormente?
Tutte e tre indubbiamente anche se in maniera diversa. La geologia mi affascina perché investiga sull’ignoto, che poi è il sottosuolo del nostro pianeta e permette di studiare la storia di Gaia. La musica è la mia vera passione, è l’ancora della mia vita. La scrittura mi ha aperto mondi impensabili, mi ha fatto conoscere le profondità dell’animo umano, arricchendo la mia sensibilità e il mio senso di libertà.

6. Come definirebbe il suo rapporto con la scrittura?
Ormai non ne posso fare più a meno. Arriva sempre dopo un periodo di tempo trascorso a leggere, leggere di tutto. E’ questa la mia attività principale: leggere e poi ricercare. Poi, all’improvviso, ti cresce irrefrenabile il desiderio di fermare i pensieri su un foglio bianco, di affastellare le parole, di comporre frasi, di rappresentare la tua coscienza. Ma scrivere un romanzo è cosa ben diversa. E’ un lavoro disciplinato, meditato e ricercato a tavolino: la creazione del plot, le schede dei personaggi, la scelta dello stile.

7. Nel suo percorso artistico quale figura l’ha influenzata maggiormente?
Un nome su tutti per la letteratura: Umberto Eco. Ma poi Ken Follett, Peter Hǿeg, Milan Kundera e poi lo straordinario Niccolò Ammaniti.

8. Nell’ultimo periodo la narrativa pugliese ha conquistato lettori provenienti dal resto dell’Italia e d’Europa. A cosa può essere ricondotto questo fenomeno?
Stiamo crescendo a livello culturale, perché stiamo creando la nostra letteratura. Autori come Beppe Lopez, Nicola Lagioia, Gianrico Carofiglio, solo per citare i più importanti, testimoniano della grande stagione che la Puglia sta vivendo in campo letterario e non solo. Dobbiamo crederci, dobbiamo continuare su questa strada, che poi è quella di ricercare e di dare un senso alla nostra storia, alla nostra cultura, alla nostra identità.

9. Quale aggettivo utilizzerebbe per descrivere la Puglia?
Unica, multiforme, contradditoria, magica.

10. Infine, se dovesse creare uno slogan per promuovere la lettura cosa direbbe?
LIBRATEVI!

Grazie per la disponibilità!

Libreria Liberrima


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