lunedì 6 settembre 2010

Il Premio Campiello 2010 va a Michela Murgia con "Accabadora"


La 48/a edizione del Premio Campiello ha visto trionfare Michela Murgia e il suo “Accabadora”.
Il “Campiello” è un premio letterario, istituito nel 1962 per volontà degli Industriali del Veneto, e viene assegnato a opere di narrativa italiana. Il Premio Campiello nella sua storia ha segnalato, all’attenzione del grande pubblico, numerosi autori e romanzi che hanno segnato la storia della letteratura italiana. Il Campiello, ha visto il successo delle opere in concorso confermato sia dalle vendite ma anche dalla trasposizione cinematografica di alcuni di esse.
A decretare il vincitore del premio sono stati i membri della giuria di Letterati, presieduta quest’anno dal regista Giuseppe Tornatore. La giuria dei trecento lettori è stata composta in modo da rappresentare le differenti categorie socio-professionali e selezionata ex novo, come ogni anno, su tutto il territorio nazionale, dalla “Fondazione Il Campiello”.
Quest’anno la maggioranza dei voti pervenuti ha sancito la vittoria della scrittrice di Oristano. La Murgia ha battuto gli altri quattro finalisti con 119 voti e il suo libro “Accabadora”, edito da Einaudi, si è aggiudicato il prestigioso premio di letteratura.
Michela Murgia è sempre stata in testa nei risultati parziali delle votazioni comunicate al Campiello. Il suo maggiore concorrente, Antonio Pennacchi, autore di “Canale Mussolini” e già vincitore del Premio Strega, ha ottenuto 73 voti, seguito da Gianrico Carofiglio che con “Le Perfezioni provvisorie” ha accumulato 62 voti classificandosi terzo. A seguire Gad Lerner con “Scintille, una storia di anime vagabonde” con 21 voti, e Laura Pariani con “Milano è una selva oscura” ultima con 13 voti.
La Murgia ha dedicato il suo libro e la vittoria a "una donna che sta lottando": Sakineh, la donna iraniana condannata alla morte tramite lapidazione per adulterio. Nel suo romanzo la Murgia racconta la storia di Zia Bonaria, una sarda che di mestiere fa la sarta e che “aiuta a morire”, un po’ come una premurosa e attenta madre, i malati terminali. Tzia Bonaria Urrai cuce gli abiti e conforta gli animi, conosce i sortilegi e le fatture, ma quando è necessario, è pronta a entrare nelle case per portare una morte pietosa. Il suo è il gesto amorevole e finale dell'accabadora, l'ultima madre.
L’altro premio in palio, il Campiello Opera Prima è stato aggiudicato da un’altra donna, la giovane Silvia Avallone che sta conquistando pubblico e critica con il suo romanzo “Acciaio”.
Un’importante novità di quest’anno è stata l’assegnazione del "Premio Fondazione Il Campiello", un riconoscimento che viene attribuito ad una insigne personalità della cultura letteraria italiana contemporanea. Il premio è stato consegnato a Carlo Fruttero, uno dei più importanti romanzieri, saggisti e traduttori della narrativa contemporanea italiana.

Libreria Liberrima

2 commenti:

  1. Angelo De Netto7 settembre 2010 23:38

    Un gran bel libro, ora sono curioso di leggere "Acciaio". Posso acqistarlo sul vostro sito web?
    Vi ringrazio per il vostro lavoro.

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  2. Buongiorno Angelo,
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