giovedì 23 settembre 2010

I libri vanno al cinema


Dalla nascita dell’editoria l’uomo ha affidato le proprie emozioni e la propria visione del mondo alla scrittura stampata nei libri. Romanzi, racconti, poesie hanno raccontato la vita del mondo, i sentimenti, le catastrofi. Tra il XIX e il XX° secolo l’uomo ha arricchito il suo modo di raccontare e di comunicare con immagini statiche e in movimento, fotografia e cinema hanno espresso momenti indimenticabili della storia dell’uomo. Un pubblico sempre più ampio ha affollato le sale cinematografiche, il cinema con il suo linguaggio diretto e persuadente ha conquistato il suo pubblico.
Letteratura e cinematografia si sono spesso intrecciate per regalare al pubblico delle emozioni straordinarie. I grandi romanzi sono finiti sul grande schermo, con risultati variabili come è naturale che sia.
I libri vanno al cinema, sono tanti gli “esperimenti” che si possono citare come “Il tamburo di latta”, “Cuore”, “Il codice da Vinci”. La lista può essere davvero lunga.
In questa stagione cinematografica sono arrivate due trasposizioni molto importanti: “Mangia, prega, ama” diretto da Ryan Murphy e “La solitudine dei numeri primi” diretto da Saverio Costanzo entrambi si rifanno ai romanzi omonimi che hanno avuto un enorme successo sia tra il pubblico di lettori sia presso la critica letteraria. Il primo Mangia, prega, ama è tratto da “Eat Pray Love”, un libro scritto da Elizabeth Gilbert pubblicato in Italia da Rizzoli nel 2007, e il secondo, intitolato “La solitudine dei numeri primi”, è stato scritto da Paolo Giordano edito da Mondadori ed è stato vincitore del Premio Strega nel 2008.

Il primo film è uscito nelle sale da appena una settimana e nel cast primeggia una splendida Julia Roberts che impersona la protagonista Elizabeth. Il film resta fedele al libro e arricchisce di particolari la trama. Il secondo film è stato presentato alla 67° edizione del Festival di Venezia e ha diviso il pubblico a metà, c’è chi è rimasto entusiasta del racconto cinematografico e c’è chi non vede continuità con il libro di Giordano.
Alcuni critici affermano che spesso film tratti da romanzi e racconti sono delle traduzioni poco fedeli e che tradiscono il vero spirito del racconto, altre volte invece il film rappresenta il romanzo in un modo lineare e perfetto.
Voi cosa ne pensate?

Libreria Liberrima

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