domenica 25 luglio 2010

L’intensità di “Non ti voglio vicino” , un romanzo di Barbara Garlaschelli


Pubblicato in pieno inverno il libro di Barbara Garlaschelli “Non ti voglio vicino” sta ottenendo ottimi apprezzamenti e successo.
Il romanzo, edito da Frassinelli, è un libro dalle tante sfaccettature, ambientato a Milano dove la storia d’Italia si intreccia alla storia personale dei personaggi a cui dà vita l’autrice.
La critica letteraria ha apprezzato molto questo libro definendolo completo. “Non ti voglio vicino” è una lettura che coinvolge il lettore adulto e meno adulto, fa intravedere i sentimenti di amore e di odio avvolti in una scrittura sempre ben articolata.
L’autrice ha spesso parlato della sua creatura letteraria, l’ha fatto dal suo blog aggiornato giornalmente e in cui ha anticipato la trama e alcune pagine del suo romanzo, e poi ha continuato a farlo nei salotti televisivi, in occasione del Premio Strega e di altri eventi dedicati alla letteratura e alla scrittura.
E nelle tante interviste la scrittrice ha rivelato come il suo romanzo sia partito dal personaggio di Prisca ben cinque anni fa e da lì ha tracciato la sua famiglia, i genitori di Prisca e poi le storie di questi scaturite dal ricordo del padre della Garlaschelli. E al proprio padre scomparso la scrittrice dedica la sua opera e ricorda come siano stati fondamentali per la stesura del libro gli appunti del padre che ha mescolato ai libri di storia, alle trasmissioni radiofoniche dell’epoca, alle interviste ritrovate.
Nel libro si parla anche di abusi subiti da Lena, madre di Prisca e questo tema è raccontato con una delicatezza propria solo delle grandi penne, si delinea il rapporto conflittuale tra madre e figlia, un rapporto condizionato dal segreto nascosto della donna.
Dalla seconda guerra mondiale si arriva ai giorni nostri intessendo una storia affascinante fatta di sentimenti calpestati e nascosti e il tutto regala al lettore uno spunto per riflettere sui meccanismi della realtà. È un romanzo che scava nelle psicologie per raccontarci un dramma antico e irrisolto, un trauma segreto che fa sprofondare Lena, la protagonista del romanzo, in una spirale di follia. Lena viene disegnata come una bambina dalla bellezza inconsueta, una bellezza che seduce la suora del collegio che frequenta e quella suora perseguiterà Lena ogni notte diventando il suo incubo. Lena da adulta non sarà capace di vivere se non alla "periferia della vita, dell’anima", in un pauroso luogo "estraneo" dal quale continua a fissare un abisso nel quale a poco a poco scivola. E la violenza subita da suor Carolina la segnerà irrimediabilmente, la riempirà di dolore, rabbia e paura, occuperà per sempre i suoi sogni rendendo infelice chi le sta accanto. Se nella prima parte del romanzo questa giovane donna ferita si difende dal mondo con durezza e continua vigilanza, nella seconda parte, poco dopo la nascita di Prisca, il demone del possesso malato la prende e la trascina alla distruzione di ogni rapporto.

Con questo romanzo Barbara Garlaschelli ha dimostrato di essere una grande scrittrice riuscendo a far convivere nel romanzo possiede una scrittura poetica e una grande destrezza nel maneggiare la trama con un linguaggio preciso e denso.


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