venerdì 4 giugno 2010

Shantaram, un libro che non si dimentica


Shantaram è un romanzo grandioso scritto da Gregory David Roberts nel 2003 ed edito in Italia da Neri Pozza.
Nelle oltre mille pagine sono ripercorsi gli anni trascorsi dall’autore nel cuore di Bombay. Il romanzo è basato sulla vita dell'autore che nel 1978 fu condannato a diciannove anni di reclusione per varie rapine commesse quando era eroinomane. Nel luglio del 1980 evase dal carcere di massima sicurezza di Pentridge nello stato di Victoria. L’evasione avvenne in pieno giorno e Roberts si rifugiò in India e divenne uno degli uomini più ricercati di Australia. Raggiunta casualmente Bombay si trattenne nella città indiana per otto anni, durante i quali visse in uno slum prestando assistenza sanitaria in un'infermeria improvvisata agli abitanti della baraccopoli, grazie all'esperienza di primo soccorso maturata negli anni della tossicodipendenza soccorrendo suoi compagni di sventura in overdose ed approfondendola durante gli anni di reclusione.
Come dichiarato dall'autore stesso, il libro è un romanzo di fantasia, tuttavia attinge largamente a fatti e luoghi reali delle sue avventurose vicende, prima in India e in seguito in Afghanistan. I personaggi vengono resi in modo molto realistico grazie al fatto che sono ispirati da personaggi incontrati nella vita quotidiana.
I critici letterari hanno paragonato alcune pagine di Santaram a capolavori delle letteratura come “Guerra e pace” e “Siddharta”.
In Shantaram è descritta la storia schietta e anti-retorica di un latitante in fuga a Bombay. Dopo aver conosciuto Prabaker, un uomo del posto che diventerà il suo miglior amico, fondò una clinica gratuita negli slums, imparò a conoscere la cultura indiana e le caratteristiche della gente che avrebbe poi finito per amare intensamente. Nel libro sono raccontati gli episodi di vita burrascosa e malavitosa del protagonista che poi davanti alla morte che sfiora alcuni suoi amici fa un percorso all’interno di se stesso esaminando il bilancio della propria esistenza e arrivando a capire che nella vita bisogna combattere per ciò che si crede sia giusto e così riesce a costruirsi una vita onesta.
Un personaggio fondamentale nel romanzo è Abdel Khader Khan, una sorta di guru, un filosofo, una persona dotata di carisma, capace di insegnare al suo ateo interlocutore che Dio esiste in quanto impossibile. Khader delinea il primato di una sorta di mondo delle idee “ciò che possiamo "vedere" ad occhi aperti, in verità è pura illusione, laddove, l'impossibile, ciò che possiamo "vedere" ad occhi chiusi, è la realtà sostanziale”.Nelle oltre mille pagine di Shantaram, l’India non è una cartolina, una foto in bella mostra sul listino di un’agenzia di viaggi. Ci sono topi e cani randagi che al buio aggrediscono i passanti, umidità, odori di spezie mescolati alla puzza delle latrine all’aperto, gas di autobus, taxi, camion su Mahatma Gandhi Road, bambini che giocano nella spazzatura, catapecchie costruite con canne di bambù, stracci, fogli di plastica. Bombay: la meraviglia che nasce dalla fusione di orrore e poesia, dagli sforzi che ogni giorno quella porzione di umanità compie per sopravvivere nella miseria estrema. Però leggere Shantaram fa venire voglia di andare in India, leggendo il romanzo si ha voglia di provare quelle sensazioni descritte dall’autore. La lettura delle pagine scritte da Roberts fa venire voglia di sentire quell’abbraccio caldo di una città affollata, di vedere il lucente sfolgorio dei sorrisi della gente che pullula nelle strade di Mumbai, quei sorrisi che nonostante tutto sorridono.
La storia di Shantaram sembra pensata per il grande schermo, e infatti nel 2011 il romanzo approderà al cinema con un film che avrà come protagonista Johnny Depp. I diritti per lo sfruttamento cinematografico dell'opera letteraria sono stati acquistati dallo stesso attore e dalla Warner Bros.
In attesa del film vi consigliamo di leggere questo splendido libro che vi farà addentrare nella vera India in un viaggio che difficilmente si dimenticherà.

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