martedì 15 giugno 2010

Munari, una vita dedicata all'arte


Bruno Munari è stato un artista, designer, grafico e anche un po’ filosofo come ogni vero artista. La sua curiosità l’ha accompagnato fino all’ultimo dei suoi giorni e grazie ad essa ha esplorato i vari campi dell’arte.
La sua opera è trasversale. Munari ha dato il proprio contributo in diversi campi dell’espressione visiva e non visiva dalla pittura alla scultura, dalla grafica al design industriale fino alla cinematografia passando per la scrittura, la poesia e la didattica. La sua attività sfugge ad ogni definizione e categorizzazione, Munari è semplicemente considerato uno dei protagonisti dell’arte novecentesca. Un artista e un pensatore moderno e innovativo, è stato tra i primi a teorizzare la differenza tra arte, artigianato e design, tra stile e styling in maniera molto chiara come è detto dalla sua critica Miroslava Hajek.
Un artista che per tutta la sua vita ha compiuto ricerche in zone non convenzionali, esplorando le possibilità materiche strutturali e formali di nuovi mezzi per produrre oggetti a comunicazione visiva e plurisensoriale. Personaggio unico e complesso, Munari è stato uomo-progetto totale, architetto-poeta attento ai codici e ai linguaggi dell'arte, lucido nell'analisi e curioso del mondo, generoso ed essenziale, lontano dalle più tradizionali e scontate regole del gioco.
Chiamato Il Perfettissimo, Munari ha dominato la scena milanese degli anni cinquanta -sessanta, gli anni del boom economico in cui nasce la figura dell’artista operatore-visivo che contribuisce attivamente alla rinascita industriale italiana del dopoguerra.
Giovanissimo ha partecipato al movimento futurista, inventando la macchina aerea, primo mobile nella storia dell'arte, e le macchine inutili, oggetti appesi, dove tutti gli elementi sono in rapporto armonico tra loro, per misure, forme, pesi. Verso la fine degli anni ‘40 fonda il MAC -Movimento Arte Concreta che funge da coalizzatore delle istanze astrattiste italiane prospettando una sintesi delle arti, in grado di affiancare alla pittura tradizionale nuovi strumenti di comunicazione ed in grado di dimostrare agli industriali la possibilità di una convergenza tra arte e tecnica. Nel 1947 realizzò Concavo-convesso, una delle prime installazioni nella storia dell'arte.
Nel 1950 inventò la pittura proiettata attraverso composizioni astratte racchiuse tra i vetrini delle diapositive e la pittura polarizzata realizzata attraverso la scomposizione della luce grazie all'uso del filtro Polaroid, queste pitture vengono presentate al MoMA nel 1954 con la mostra Munari's Slides.
Agli inizi degli anni ’40 lavorò come grafico presso la Mondadori e come art director della rivista Tempo, in questi anni inizia l’attività di scrittura innescando una ricerca poliedrica sul tema del movimento, della luce e dello sviluppo della creatività e della fantasia nell'infanzia attraverso il gioco. Incontrò Louis Aragon e André Breton e nel 1948, insieme a Gillo Dorfles, Gianni Monnet, Galliano Mazzon e Atanasio Soldati, fondò il Movimento Arte Concreta.
Alla fine degli anni ’40 iniziò a realizzare i "libri illeggibili", libri dove le parole spariscono per lasciare spazio alla fantasia di coloro che sapranno immaginare altri discorsi leggendo carte di colori diversi, strappi, fori e fili che attraversano le pagine.
Negli anni cinquanta le sue ricerche visive lo portano a creare i negativi-positivi, quadri astratti con i quali l'autore lascia libero lo spettatore di scegliere la forma in primo piano da quella di sfondo. Poi presenta al suo pubblico le macchine aritmiche in cui il movimento ripetitivo della macchina viene spezzato dalla casualità mediante interventi umoristici e i libri illeggibili in cui il racconto è puramente visivo.
Tra le sue tante costruzioni ricordiamo i Polariscopi, oggetti d'arte cinetica costruiti utilizzando le lenti Polaroid, grazie ad essi si può utilizzare il fenomeno della scomposizione della luce a fini estetici; le ricostruzioni teoriche di oggetti immaginari, composizioni astratte al limite tra antropologia, humour e fantasia; forchette parlanti con cui crea un linguaggio di segni; le sculture da viaggio attraverso cui attua una rivoluzione del concetto di scultura, non più monumentale ma da viaggio, a disposizione dei nuovi nomadi del mondo globalizzato di oggi. Il 1959 è l’anno in cui crea i Fossili del 2000, utilizzando una vena umoristica fa riflettere sull'obsolescenza della tecnologia moderna. Gli anni '60 sono gli anni delle sperimentazioni cinematografiche e alle sperimentazioni visive e realizza opere come aconà biconbì, sfere doppie, nove sfere in colonna, tetracono o flexy usando gli oggetti della tecnologia moderna.
La sua produzione è attiva fino agli ultimi giorni di vita, la sua creatività viene espressa in diversi cicli di opere. L’attività artistica di Munari divenne un'enciclopedia dell'arte fai-da-te, dove ogni opera conteneva l'implicito messaggio per l'osservatore "prova anche tu": xerografie, studi sul movimento, fontane, strutture flessibili, illusioni ottiche, film sperimentali, grandi sculture in acciaio, ideogrammi materici alberi.
Munari ha disegnato diverse decine di oggetti d'arredamento come tavoli, poltrone, librerie, lampade, posacenere, carrelli, mobili combinabili. Nel campo del disegno industriale Munari ha creato i suoi oggetti di più grande successo, come il giocattolo scimmia Zizi, la "scultura da viaggio" pieghevole, per ricreare un ambiente estetico familiare nelle anonime camere d'albergo, il portapenne Maiorca e il posacenere Cubo, la celebre lampada Falkland. Oltre alla progettazione di oggetti d'arredamento, Munari realizzò anche allestimenti di vetrine per La Rinascente, abbinamenti di colori per le vernici delle automobili, elementi espositivi e persino dei tessuti. A novanta anni firmò la sua ultima opera, l'orologio "Tempo libero" per la Swatch nel 1997.
La produzione editoriale di Munari comprende saggi tecnici, poesie, manuali, libri "artistici", libri per bambini, testi scolastici, libri-opuscolo pubblicitari per varie industrie, copertine, sopraccoperte, illustrazioni, fotografie. In tutte le sue opere, è presente un forte impulso sperimentale, che lo spinge a esplorare forme insolite e innovative a partire dall'impaginazione, dai Libri illeggibili senza testo, all'ipertesto ante litteram di opere divulgative come il famoso Artista e designer.

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