mercoledì 8 giugno 2011

Scuote l'anima mia Eros


Torna a lecce Eugenio Scalfari. E lo fa per raccontare di sé, delle sue passioni, dei suoi tormenti. È una finestra sulla sua straordinaria vita quest'ultimo libro 'Scuote l'anima mia Eros', il più intimo tra le sue opere. È un dono ai lettori, cui senza timore porge il fianco con le sue fragilità di uomo navigato, attraversato dai tormenti della ragione e del sentimento. È la sua storia, ma probabilmente è in qualche modo la storia di ciascuno di noi, la storia dell'umanità stessa.
L'istinto, la ragione, la passione si rincorrono continuamente, al tempo nemici e alleati: ciascuno indispensabile all'altro, come in un rapporto dialettico. La filosofia, il mito, la musica, la poesia diventano gli strumenti attraverso cui esprimere la complessità di un'esistenza giocata sempre sul filo dell'incertezza, sull'orlo del baratro oltre il quale è in agguato la melanconia.
Un libro che non rivolge lo sguardo esclusivamente all'interno della complessità di ciascuno, ma al contrario parte da questa per sferrare, in punta di penna, una critica feroce a dinamiche sterili e dominanti. Il potere è triste afferma infatti l'autore, "Esiste uno stretto rapporto tra l'individualità e la volontà di potenza e un rapporto altrettanto stretto tra l'individualità e la tristezza. Potere e tristezza sono infatti i due elementi dominanti dell'epoca che stiamo vivendo; il primo è un istinto, una sopravvivenza espansiva e aggressiva; il secondo, la stanchezza per lo sforzo appena compiuto, il senso di vuoto che segue il piacere della conquista, un desiderio improvviso di dimenticanza."

È la passione, l'amore, l'eros che guida il nostro agire, invece, nonostante tutto. Non a caso Scalfari prende in prestito le parole di Saffo per intitolare il suo libro. Ritrovare l'allegria, la generosità, l'entusiasmo. Comprendere, fino in fondo, il valore della nostra esistenza. Ed è per questo che, in nome della sua raggiunta capacità di accogliere le cose del mondo, "invece di invaderle e possederle", Scalfari rivolge a tutti noi quello che suona come un canto, un'esortazione, più che un'affermazione:
"Vivetela bene la vostra piccola vita perché è la sola e quindi immensa ricchezza di cui disponete. Non dilapidatela, non difendetela con avarizia, non gettatela via oltre l'ostacolo. Vivetela con intensa passione, con speranza e allegria».
Un inno alla vita, dunque, delicato come un notturno di Chopin e dirompente quanto una fuga di Bach. Una 'scossa' per tutti noi che preferiamo annegare nella quotidianità piuttosto che indagare nei tormenti dell'anima.
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L'appuntamento con Eugenio Scalfari è per venerdì 10 giugno, ore 18.00, teatro Massimo, in viale Lo Re 3. Alla presentazione interverrà Angelo Cannatà, docente di filosofia e biografo di Scalfari. Modera Gianluigi Pellegrino, dell'associazione LecceLegge.
L'evento è organizzato dall'associazione culturale LecceLegge, in collaborazione con Università del Salento e Libreria Liberrima.
M.P.

sabato 21 maggio 2011

Se ti vuoi bene...

Arriva anche a Lecce la festa del libro. Liberrima aderisce alla campagna 'Se mi vuoi bene il 23 maggio regalami un libro', ma lo fa con un valore aggiunto: con uno sguardo rivolto anche alla musica classica. La settimana di eventi 'Se mi vuoi bene portami a teatro', che vi abbiamo già presentato sul nostro Blog , sul sito e su Facebook, è infatti uno dei possibili sviluppi di questa proposta culturale. L'iniziativa, nata dalla fantasia del maestro Marcello Panni della fondazione Ico Tito Schipa, riteniamo possa essere uno stimolo ulteriore per tutti i nostri affezionati 'consumatori' d'arte e letteratura di buona qualità.

Non perdete i nostri appuntamenti!



martedì 17 maggio 2011

Il gusto della 'Classica'…all’Ombra del Barocco e nei teatri.

Il Maestro Marcello Panni è in aeroporto quando lo raggiungiamo per l’intervista. Ci presta attenzione, tra un impegno ed un altro, dimostrando una squisita disponibilità. E’ il direttore artistico della Fondazione Ico Tito Schipa di Lecce, musicista, compositore e direttore d’orchestra. E’ lui la mente della rassegna ‘Se mi vuoi bene portami a teatro’, che fa il verso – senza dileggio – all’iniziativa ‘Se mi vuoi bene il 23 maggio regalami un libro’. L’idea è quella di rendere esplicito il rapporto esistente tra la musica classica, il teatro e la letteratura, proponendo al pubblico quattro appuntamenti, quattro prime per Lecce, diversificate per scelta delle musiche, tipologia e scenari. Ce n’è per tutti i palati: si passa da Dukas, con un adattamento per fiati e percussioni, a Stravinskij, con una favola in due parti letta e danzata; dalla suite per orchestra da camera di Manuel de Falla, all’opera lirica e il teatro di marionette del Retablo de Mese Pedro; dalla CenaConcerto al ritmo della chitarra di Marco Vinicio Carnicelli, al racconto-inchiesta di Corrado Augias su Mozart.

Una settimana, dal 20 al 27 maggio) ricca di appuntamenti che coinvolgono a vario titolo i teatri di Lecce (con una puntata al teatro comunale di Nardò). Ma non solo. Perché, come ci spiega lo stesso Panni, un ruolo importante è anche quello della Libreria Liberrima, che offrendo lo spazio dell’Ombra del Barocco, si propone come ponte ideale tra il mondo della musica, dell’intrattenimento e della letteratura.

Un rapporto virtuoso – ci racconta lo stesso Panni – nato quasi per caso e realizzato grazie alla competenza di chi ci lavora, che si spera possa diventare per il futuro una proficua collaborazione.

melissa perrone



giovedì 14 aprile 2011

Marco Panara: la cultura come motore della nuova economia

Quante volte vi siete chiesti cosa sta succedendo all'economia? Quante volte, mettendo mani al portafogli, avete stramaledetto la crisi economica, chiedendovi dove andremo a finire? Marco Panara, economista e giornalista di Repubblica, risponde a molte di queste domande in un libro che sarà presentato il prossimo sabato, 16 aprile, alle Officine Cantelmo di Lecce, in occasione dell'inaugurazione della nuova mediateca. L'autore, lucido interprete del malessere di questo Paese, dialogherà con i presenti e con gli ospiti dando prova di come, in fondo, l'economia non la si debba solo subire, ma la si può anche comprendere.

Il suo è infatti un saggio che si legge come un romanzo. Si chiama "La malattia dell'occidente- perché il lavoro non vale più", ed è pubblicato con Laterza.

Lavoro, democrazia, cultura sono le parole chiave del giornalista di Repubblica che da tempo si occupa di economia, curando anche l'inserto 'affari e finanza'. Le cause della crisi economica, le difficoltà dei precari, le frustrazioni e le difficoltà delle giovani generazioni. Ma anche le contraddizioni del Capitale, la miopia di alcuni imprenditori e le responsabilità della classe dirigente e dei sindacati. Ce n'è per tutti, insomma, nelle 150 pagine del libro, che fotografa con lucidità l'epoca contemporanea, senza perdere di vista la storia, a partire dalla Grecia, culla della democrazia occidentale.

Quando lo abbiamo intervistato ci ha colpito la sua estrema chiarezza, tipica di chi possiede la materia e non ha interesse a far sfoggio di specialismi. Ma non solo. Sorprendente è anche il suo ottimismo, insolito per chi pure fa un'analisi così inclemente del sistema finanziario. Ci crede, Marco Panara, e ci tiene a sottolinearlo che un'altra economia è possibile. Un'economia che, pur non rinnegando il sistema capitalistico e la globalizzazione, è però capace di mettersi in discussione e rigenerarsi, a partire dai propri errori. "È necessario, anzi indispensabile, che si cambi la rotta" - ci ha detto - "che si investa sulla cultura, anziché puntare ad inseguire l'obiettivo di abbattere i costi del lavoro. Così non si va da nessuna parte. Chi non lo capisce in tempi brevi è fuori dal mercato".

Si ha allora ragione ad aver paura dei nuovi mercati? La Cina, ad esempio, è davvero un fantasma da temere? La soluzione può essere l'esternalizzazione del lavoro? Si può pensare di salvare le aziende risparmiando sulla pelle dei lavoratori? E soprattutto, è pensabile una democrazia che non tuteli i diritti dei lavoratori? Voi cosa ne pensate?

Se avete voglia di capirne un po' di più, o dire la vostra, l'appuntamento con Marco Panara allora è per sabato 16 aprile, ore 16.30, alle Officine Cantelmo di Lecce. Introdurrà il prof. Nicola De Liso, ordinario di economia dell'Università del Salento. Dialogheranno con L'autore: Paolo Perrone, sindaco di Lecce; Raffaele Fitto, ministro per i rapporti con le Regioni; Enrico Letta, vicesegretario del Partito Democratico; Cosimo Casilli, della direzione nazionale del Partito Democratici.

Intanto un assaggio del libro:

"È la perdita di valore del lavoro, è la nuova povertà, quella che avanza nei paesi industrializzati, due fattori collegati strettamente tra di loro che stanno lacerando quel rapporto fondamentale per la democrazia che è il legame tra il lavoro e i diritti. La precarizzazione del lavoro e il suo impoverimento contengono in sé la minaccia, e spesso la prospettiva o la realtà della povertà, la quale minaccia rende diffusa l´accettazione di lavoro senza diritti. La necessità, o la paura della povertà, spinge a barattare un po´ di reddito con la rinuncia ai diritti collegati al lavoro e questa rinuncia automaticamente ci riporta indietro nel tempo, a un´epoca predemocratica, quando il lavoro era solo e semplicemente sudore in cambio di (poco) denaro"

Allora buona lettura! Vi aspettiamo!

Ps se avete voglia di ascoltare l'intervista con Marco Panara, lo potete fare al link:
Parte prima
Parte seconda

venerdì 25 marzo 2011

Gli italiani e la lettura

Il presidente del Centro per il Libro e la lettura, Gian Arturo Ferrari, ha presentato a Roma il Rapporto sull’acquisto e la lettura di libri relativo all’ultimo trimestre del 2010.
L’indagine, commissionata alla Nielsen Company, ha voluto integrare i dati forniti dall’Istat sulla lettura con l’obiettivo di “fornire un’immagine in movimento del mondo dei libri”, come ha affermato lo stesso Ferrari.
Il primo dato rilevato è che il 33% degli italiani, circa17 milioni degli abitanti del Bel Pese, ha comprato almeno un libro nel trimestre relativo ai mesi ottobre-novembre-dicembre del 2010; mediamente sono stati acquistati da ognuno 2,84 libri, la maggior parte dei quali è compresa nella fascia di prezzo più bassa compresa tra i 6 e i 15 euro. I dati si riferiscono alla popolazione italiana proiettata su un campione di 9mila famiglie intervistate nell’arco dei tre mesi.
I risultati dell’indagine dicono che a comprare i libri sono soprattutto chi vanta una laurea o un diploma nel proprio curriculum, risiede nelle regioni del Nord e del Centro ed ha un’età compresa tra i 25 e i 35 anni. Scendendo nel dettaglio si scopre che il 34% degli acquirenti di libri è di sesso femminile, contro il 31% di quello maschile.
Il rapporto ci dice che il canale di acquisto prediletto dagli italiani resta la libreria, infatti il 65% degli acquirenti di libri amano recarsi nelle tradizionali librerie per scegliere le proprie letture guidati dai consigli dei librai, mentre il 10% si affida all’e-commerce attraverso i siti internet di librerie moderne e a passo con i tempi e con la tecnologia.
Un altro interessante dato fornito dal Rapporto riguarda i generi di lettura preferiti dagli italiani che stando ai dati forniti dal Centro per il Libro e la Lettura sono la narrativa e la letteratura, generi preferiti dal 58% degli italiani intervistati.
Curiosamente il Rapporto dice che gli adolescenti, e soprattutto quelli che vivono al sud, amano acquistare i “classici”.
Il rapporto dedica particolare attenzione alla Calabria, dove solo il 6% ha comprato oltre tre libri nel trimestre in esame contro la media nazionale del 13%.

E voi rispecchiate le vostre “abitudini letterarie” in questi dati?